C’è qualcosa nel primo ciak che mi ha sempre colpito… È una sensazione difficile da descrivere. C’è l’adrenalina di un progetto che da teoria si fa realtà, c’è l’entusiasmo di un viaggio che parte ed allo stesso tempo c’è la paura, l’inquietudine, l’infinito elenco di dubbi e timori… perché fino a quel momento tornare indietro sarebbe stato sempre possibile… fino a quel momento esisteva tutto solo nella carta…
…ma qualcuno deve pur chiamarlo quel “ciak”, qualcuno deve prendersi la responsabilità di esclamare “Ciak in campo!”…
E così il ciak compare di fronte alle telecamere…
«Più su, più a destra… lo vedi?» domanda il primo operatore.
«Lo vedo!» risponde il secondo.
«Anch’io lo vedo!» esclama la terza camera.
«Motore?»
«Motore partito» conclude il fonico.
Tutto il set rimane in silenzio, testimone di un rito, di una formula magica…
Nel silenzio di una stanza diventata set cinematografico risuona la frase:
«Mai Più – Scena 1 – Take 1»
E il ciak si chiude con quel rumore secco e deciso.
Inizia tutto così.
Iniziano i sorrisi e le lacrime.
Inizia il buio e inizia la luce.
Si parte e non si torna più indietro.
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“Mia” nasce per parlare di consapevolezza e di coraggio per celebrare la determinazione delle donne, di tutte le donne nel nome di una società più giusta e felice.
