Cinema

Edith

Una Produzione

Ass. Violet Moon/Ass. Moka

Regia di

Marco Zuin

Con

Marco Cortesi e Mara Moschini

Anno

2021

01.-

Il Film

Una ballerina all'inferno

Edith ha un sogno: diventare una grande ballerina. La danza per lei è tutto. La danza per lei è vita. Poi un giorno picchiano alla porta di casa. I militari urlano. Dicono di uscire, di abbandonare ogni cosa.

Edith viene internata nel campo di sterminio di Auschwitz. Le porteranno via la sua famiglia, i suoi affetti, la sua giovinezza, ma non riusciranno a portarle via il suo amore per la danza ed il coraggio di non arrendersi. Una storia tra le più potenti provenienti dalle drammatiche pagine della Shoa ispirata alla testimonianza della Dott.ssa Edith Eva Eger sopravvissuta ad Auschwitz.


Un film di Emanuele Turelli, regia di Marco Zuin, scritto da Emanuele Turelli con Marco Cortesi, Mara Moschini e Romeo Tofani, corpo di ballo Liceo “Tito Livio”, direttore di produzione Gaia Vianello per Ginko Film, aiuto regia Mavi Calcinotto, coreografie Santa Borriello, Arianna Guido Rizzo, costumi Stefania Baldassarre, scenografia Giulia Scalvini, makeup Francesca Mamone, hair stylist Stefania Mossali, organizzatore generale Riccardo Viviani, ass. organizz. Claudia Ziliani, Luisa Poletti, relazioni istituzionali Davide Peli, prodotto da Ass. VioletMoon, sottotitoli Enzo Cortesi, consulenza Paolo Lombardo. Un grazie speciale a Liceo Coreutivo “Tito Livio” – Milano, OkSchool Accademy – Brescia | Foto su questa pagina: Ass. Moka ©.

02.-

La Storia

«Tanz für mich! Balla per me, piccola ballerina!»

Era il maggio del 1944 quando Joseph Mengele, il celebre Dottor Morte, dopo aver mandato alla camera a gas la madre di Edith, entrò nella baracca dove la giovane risiedeva insieme ad altre deportate. «Balla per me!» fu l’ordine che l’ufficiale le intimò. Il criminale di guerra gioiva nel sadico divertimento di far danzare le deportate prima di inviarle a morte certa, ma ignorava che Edith fosse una ballerina fin dalla tenera età di 6 anni.

Edith ballò per Mengele mentre un’orchestra improvvisata di prigionieri suonava le note de “Sul Bel Danubio Blu” di Strauss. L’uomo restò senza parole, allibito e sconcertato di fronte a tanta bellezza e grazia. Premiò la giovane ballerina con un pezzo di pane. Grazie al suo coraggio e alla sua determinazione Edith aveva effettivamente salvato la vita a se stessa e alle sue compagne, ma la sua lotta per la sopravvivenza era appena iniziata…

Premiere Internazionale - 23 luglio 2022

Giffoni Film Festival

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